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CASA TERESA - TRANI |
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CITTA' |
| CATTEDRALE S.NICOLA PELLEGRINO | ||||
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La Cattedrale di Trani (conosciuta anche come Duomo di Trani e, talvolta, come Cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. Anche se la cattedrale è dedicata alla Madonna Assunta, la sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna. E' stata costruita usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona: si tratta della pietra tranese estratta dalle cave della città, caratterizzata da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco. In occasione della morte di Nicola il Pellegrino sarebbero avvenuti svariati miracoli, sicchè egli venne canonizzato, presumibilmente per suggerimento di Urbano II. Iniziata nel 1097, la chiesa veniva costruita sulla base di quella più vecchia di Santa Maria, dove secondo la leggenda sarebbe morto il santo e veniva dedicata alla Madonna Assunta, mentre le reliquie di San Nicola sarebbero state sistemate nella parte inferiore della chiesa. La cattedrale fu poi consacrata prima ancora della terminazione. La fase decisiva della costruzione si ebbe presumibilmente tra il 1159 ed il 1186, mentre verso il 1200 il completamento era da considerarsi come raggiunto (eccezion fatta per il campanile). La costruzione, importante dal punto di vista urbanistico, vanta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova nelle immediate vicinane della costa, creando un chiaro punto di riferimento tanto vista dalla città quanto vista dal mare. Vi si accede tramite una doppia rampa di scale che conduce al portale, dato che il pianterreno si trova in posizione leggermente rialzata. Apertura: dal lunedi al sabato 8:15-12:15 e 15:15- 18:30; giorni festivi 9:00-12:00 e 16:00-19:00; Ingresso: gratuito |
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| CASTELLO SVEVO | ||||
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Il castello svevo di Trani è un castello edificato nel 1233 sotto il regno di Federico II.
La costruzione fu iniziata nel 1233 e le opere di fortificazione furono completate nel 1249, secondo il progetto di Filippo Cinardo, conte di Acquaviva e Conversano, gran conestabile e ingegnere militare dell'imperatore, e a cura di Stefano di Romoaldo Carabarese, con fortificazioni "davanti e intorno al castello".
Il castello era stato edificato su un banco roccioso situato al centro della rada di Trani, in una zona di basso fondale, che lo proteggeva da eventuali assalti dal mare. Nello stesso sito era sorta in precedenza una modesta torre (X-XI secolo, i cui resti sono stati rinvenuti sotto l'ingresso dell'attuale castello.
In questa prima fase era di forma quadrangolare, con torri quadrate agli angoli e cortile centrale. Sui tre lati verso terra vene aggiunto il muro di cinta esterno, in origine percorso da un camminamento, che creava tre ristretti cortili esterni. Un fossato, forse di origine naturale, separava il castello dalla terraferma.
Ad una torre del castello Federico II fece impiccare Pietro Tiepolo, podesta di Milano, preso prigioniero nella battaglia di Cortenova, del 1237, figlio del doge di Venezia Jacopo Tiepolo.
Nel castello soggiornò spesso il figlio di Federico, Manfredi, che il 2 giugno del 1259 vi sposò la seconda moglie, Elena Ducas.
Apertura: tutto l'anno 08:30-19:30 Biglietto: euro 2; ridotto euro 1 per studenti 18-25 anni e adulti 60-65 anni; gratuito fino a 18 anni e oltre i 65 anni. |
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| MONASTERO DI S.MARIA DI COLONNA | ||||
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Fu fondato nei primi anni del secolo mille, dal Normanno Goffredo, conte di Trani. Fu affidato ai benedettini i quali vennero tormentati da continui attacchi di pirati Saraceni, i quali distrussero piu volte le mura del Monastero. Nel 1427 i monaci benedettini lo abbandonarono e vi subentrarono i Francescani che vi rimasero sino al 1867. I Francescani erano protetti dai Duchi di Andria, che occupavano una parte del loro convento, usufruendone come residenza al mare. Da alcuni frammenti scultorei rimasti nel tempo, pare che Santa Maria di Colonna sia stata costruita su una chiesa precedente. Tale chiesa, dalle forme romaniche, conserva un rosone traforato, degno di attenzione, che si affaccia su un arco a tutto tondo sostenuto da colonnine. All'interno lo spazio viene diviso da più navate che conservano un altare di oro zecchino, dono dell'arciduca Cosimo III dei Medici, in cambio alle spoglie di Santo Stefano Papa. Recentemente è stato apposto un Portale di bronzo ideato e realizzato dal maestro Angelo Canevari. Il meraviglioso chiostro del Monastero è sede di varie manifestazioni a carattere culturale.
Apertura: orari di culto. Ingresso: gratuito. |
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| SINAGOGA DI SCOLANOVA | ||||
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La Sinagoga di Scolanova (la più antica d'Europa), edificata nel XIII secolo dagli Ebrei durante la loro permanenza in città (XII - XVI secolo), è stata una delle quattro sinagoghe esistenti in quel tempo nel quartiere ebraico della citta. Vi si accede per mezzo di una suggestiva scalinata esterna addossata alla facciata occidentale dell'edificio. Questa chiesa è stata costruita tutta in pietra e la sua facciata principale, che si affaccia su via Scolanova, è particolarmente bella nella sua semplicita che senza ombra di dubbio colpisce lo spettatore. Oggi appartiene alla comunita ebraica cittadina. All'interno si celebrano tutte le feste ebraiche e uno shabbat ogni mese. In occasione delle celebrazioni, l'intera comunita locale si riunisce, arrivando a contare una quarantina di fedeli. Nulla a che vedere con i grandi numeri di qualche secolo addietro quando la città con le sue quattro comunita era a tutti gli effetti punto di riferimento per la diffusione dell'ebraismo in tutto il territorio europeo (in quel periodo era il maggiore centro ebraico dell'Italia meridionale). Ma un grande risultato se si pensa che questa comunita si è ritrovata soltanto nel 2004 dopo 463 anni di dispersione, ovvero di quella seconda diaspora vissuta dagli ebrei del Sud Italia nel XVI secolo, dopo l'editto di espulsione emanato da Ferdinando di Spagna. Un risultato al quale sembra fare da sigillo, l'arrivo alla sinagoga Scolanova del Sefer Torah , rotolo della legge donato dalla comunità ebraica napoletana alla omologa tranese.
Apertura: orari di culto. Ingresso: gratuito. |
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| FESTA PATRONALE | ||||
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La festa patronale in onore di San Nicola Pellegrino, molto sentita dalla devozione tranese, si svolge negli ultimi giorni di luglio e i primi di agosto ed attira anche una molteplicita di persone dalle zone limitrofe oltre che turisti anche stranieri. Oltre alle processioni e alle iniziative culturali e religiose che durano per giorni, si organizzano gare e spettacoli pirotecnici, giri bandistici per le via della città e concerti. Il momento principale della festa è l'ultima domenica di luglio o la prima di agosto, quando vengono portate in processione per le vie della città il busto d'argento e le reliquie del santo, processione alla quale partecipano le massime autorità eclesiastiche, civili e militari e tutte le confraternite della città. Per le strade del centro e lungo il porto è anche possibile fare piccoli acquisti tra le tradizionali bancarelle che accorrono numerose creando una sorta di fiera multietnica, è possibile divertirsi nel Luna Park allestito nella periferia della città.
"Viene dalla Grecia, percorre, brandendo una grande croce, le strade dei paesi della Puglia gridando: Kyrie eleison! cioè, Signore, pieta! Incita a far penitenza e a tornare a Dio. I bambini, che attrae con piccoli doni, lo seguono; i più grandi lo burlano, gli adulti lo cacciano. Talvolta i Vescovi lo fanno arrestare. Sbarcato a Otranto, sul tramonto del 18 maggio 1094 S.Nicola arrivò a Trani. Stanco delle percosse e per gli stenti, cadde davanti alla cattedrale di allora. La gente gli si accostò premurosa. Era il primo segno di affetto che riceveva da molto tempo. L'arcivescovo che si chiamava Bisanzio, anzichè farlo battere e scacciare, lo interrogò con dolcezza. Nicola, tutto allegro, se ne uscì e col suo solito canto riempì l'aria. Al quarto giorno egli cadde malato con febbre ardente e dopo altri dodici giorni, il 2 giugno 1094, morì. Fu un accorrere da ogni parte a venerarlo e subito cominciarono i prodigi. L'arcivescovo Bisanzio andò a Roma a parlare con il Papa Urbano II. Appena quattro anni dopo, Nicola di Trani fu proclamato santo." |